Domenica 28 gennaio 2018 ore 18.00

Produzione: Fondazione Aida
Tratto dal romanzo: Antoine de Saint-Exupéry
Adattamento: Rita Riboni
con Marta Boscaini e Jacopo Pagliari
Musiche originali di: Rolando Lucchi in collaborazione con Scuola Musicale “Il Diapason”
Scene: Andrea Coppi e Guglielmo Avesani con la consulenza del Museo dell’Aeronautica
Gianni Caproni di Trento attraverso la fornitura di foto, immagini e oggetti
Costumi: Progetto QUID (con partecipazione straordinaria di Alice Pezzo). I costumi sono
stati realizzati dagli utenti del progetto Quid, lavoratori socialmente svantaggiati, ai quali il
progetto offre una significativa opportunità di reinserimento
Tecnico audio-luci: Riccardo Carbone
Regia: Rita Riboni

L’inossidabile testo di Saint-Exupery continuerà a commuovere, far riflettere ed
appassionare ancora molte generazioni… Aldilà della sua sempreverde attualità, ritengo sia il momento adatto alla sua messa in scena: in tempo di confusione, di stordimento materialistico aggravato dalla paura di perdere quelle che credevamo “sicurezze”, in un momento in cui l’umanità si accorge che quello su cui è bene basare le sicurezze si trova dentro di noi…

Il Piccolo Principe ed il suo viaggio appaiono perfetti! La messa in scena sarà semplicissima e darà molto risalto ai due protagonisti: il Piccolo Principe, appunto, ed il Pilota. Per un gioco di complicità, il Piccolo Principe chiede al Pilota di aiutarlo a raccontare la sua storia. In questo modo il Piccolo Principe diviene regista ed il Pilota collabora incarnando le parti dei personaggi che il Piccolo Principe ha incontrato durante il viaggio.

La scenografia ricorderà un gioco di origami, come se, scompaginato il famosissimo testo,
i personaggi potessero utilizzarlo come attrezzeria, ricordando che anche il racconto
scenico è e rimane un meraviglioso, perfetto, libro. L’idea è che i due personaggi escano dal libro per lo spazio del tempo scenico e poi vi rientrino, pronti a riuscirne all’occorrenza per mantenere viva la loro straordinaria esperienza. Il bianco pervaderà la scena, anch’essa come pagine, così che le luci creeranno deserto, pianeti, notti, albe e tramonti… La poesia deve rimanere intatta: faremo amicizia e saremo per tutto il tempo della durata del testo, ora l’uno, ora l’altro, ora la volpe, ora il serpente… un sottile gioco di specchi psicologico che ci mette a contatto con le parte più recondite di noi.
Rita Riboni