Chiusi fuori astarte

Cinque anni intensi. Uno spettacolo all’anno. Ogni volta un nuovo stimolante inizio.

Anche per questa nuova produzione con tutti gli attori del centro Maratonda, della Fondazione Solidarietà e Cultura Onlus di Montalto di Castro, c’è stata un’idea immediata e coraggiosa: come sempre, cercare di portare dentro la performance chi guarda. Attrarre emozioni. Agganciare pensieri. Costruire una inedita forma di linguaggio creata ad hoc per far conoscere e vivere strampalate esperienze, raccontate da chi, pur non sapendole raccontare, riesce a sublimarle e viverle in maniera totalizzante. Esserci. Essere presenti a sé stessi in primis e rispetto agli altri. L’emozione di essere visti, ma soprattutto di essere sentiti, fin nel profondo.

Parole e azioni che attraversano e tagliano lo spazio intorno, altro non sono che fragili appigli che invano tentano di scuotere la ragione, in cerca di approvazione e vicinanza. Non c’è più da aspettare. E’ tardi da tempo. Bisogna cercare di far riaffiorare una sana coscienza in ognuno di noi, unica possibilità per accettare l’altro, distratto a volte, ma soprattutto incompreso.

Il Teatro Sociale, questo Teatro, è un’opportunità. Non si sbilancia verso il pubblico per piacere o intrattenere. Esso crea ponti emotivi, utili a chi guarda per sbilanciarsi a sua volta verso chi agisce e suggerisce possibilità nuove, assolute.

I registi e docenti

Paolo Manganiello e Chiara Palumbo

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